Ritorno a parlare su questo blog di un argomento a me caro per motivi personali: il terremoto dell’Abruzzo. L’argomento mi sta molto a cuore perchè posso veramente capire la condizione di “terremotato”, intuire ed immaginare il disagio di questa popolazione. Anche io sono stato un terremotato, e mi riferisco al tremendo sisma del 23 novembre del 1980 dell’Irpinia, anche se ero piccolino. Dopo quasi 30 anni credetemi c’è ancora gente che vive in prefabbricati e sicuramente passerà li tutta la sua esistenza.
Vi invito a vedere il seguente video delle Iene del 2007 sul problema della contrada Bucaletto Potenza.
Sicuramente la situazione non è cambiata ed invito tutti i residenti di Potenza a darci informazioni a riguardo su questo blog. Pubblicheremo i vostri articoli e video che testimonino l’attuale situazione.
Quest’altro video è il frutto di una ricerca su youtube.com. Non ci sono commenti, le immagini parlano da sole.
Ma torniamo sull’argomento principale del nostro post: il terremoto d’Abruzzo.
Ogni sera i Tg raccontano che nelle terre e nelle tende del terremoto d’Abruzzo tutto va bene, se non fosse per questo maledetto caldo, comunque, annuncia “l’inviato”, ci sono i condizionatori e la telecamera puntualmente inquadra. Nessuna cronaca ha però raccontato la seduta della giunta comunale de L’Aquila del 12 maggio che, con delibera numero 147, ha preso una decisione rassegnata, quasi disperata. Si dà il permesso a chiunque non ce la faccia più a vivere in tendopoli o in albergo e disponga di un cortile o un giardino di farsi, a sue spese, una casetta di legno, di lamiera, di quel che può e di quel che vuole. Sulla terra davanti alla casa vera, o anche sull’asfalto, su una piazzola o su un marciapiede largo. Libertà di mettere quattro assi in croce, per dormirci o per riaprire una specie di negozio. Decisione rassegnata perché in tenda non ce la fanno più, e non è colpa di nessuno. Decisione disperata perché alle 15mila case su molle anti sismiche pronte per novembre in pochi ci credono. Ci credono poco perché chi paga a chi e cosa paga non è chiaro: 150mila, 80mila euro o l’intera cifra per ricostruirsi casa? Il governo le ha dette tutte e tre. E soldi cash, oppure credito d’imposta, cioè il singolo spende oggi di tasca sua e poi lo Stato restituisce sotto forma di tasse scalate per i prossimi decenni? In tenda si suda, si immalinconisce e ci si innervosisce. La cosa sembra non piacere, non solo al Tg. Arrivano racconti, dal campo base Italtel 1 ad esempio, di carabinieri che spiegano che ogni “assembramento” deve essere autorizzato e che assistono, controllano ogni pubblica discussione. Insomma i 3 milioni di euro al giorno che lo Stato spende per nutrire e alloggiare non spengono l’inquietudine. Inquietudine perchè nessuno ha affrontato il problema del futuro del centro urbano de L’Aquila. Spopolato, inabitabile e senza reali piani di ricostruzione. Inquietudine che prende anche la forma di un assalto ai risarcimenti: centomila domande per 70mila residenti. Inquietudine che si avvia a prendere la forma di una semina informe di case da cortile, insomma: abiti chi può, come può, se può.
Con l’augurio che questo Governo riesca davvero a fare qualcosa di vero e concreto per questa gente.
W l’Italia




















Caro Francesco fino alla terribile notte del 6 aprile vivevo con mia moglie (che tra l’altro a dato alla luce due settimane dopo alla mia secondo genita Beatrice) in un bellissimo appartamento nel centro di L’aquila 138 mq di appartamento piu’ 195 mq di terrazzo completamente adibito a spazio ricreativo per i bambini, insomma una bella casa dove per anni ho lavorato nei giorni di festa e fino a notte tarda per ristrutturare e abbellire con sacrifici sovrumani per far tornare i conti a fine mese.Premesso ciò mi trovo nella condizione di avere una casa classificata “E” in zona rossa, con due bimbi uno di 5 anni e una di 3 mesi. Sono daccordo con te per quanto riguarda le “baracche e le baraccopoli” ma credo che la prima cosa da fare sia quella di restituire un tetto “sicuro” alle famiglie. Lo stato non può in questo momento garantire nulla e anche io vorrei costruire una villetta a spese mie su un terreno vicino alla abitazione di mio padre su un terreno non edificabile ma completamente urbanizzato. Ho detto villetta perchè detesto le baracche e vorrei fare una cosa come si deve con tutti i requisiti e nel rispetto di tutte le norme, Invece ti costringono a fare baracche da due soldi